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Domande Frequentemente Domandate: ma in conclusione, ne vale la pena?

Come annunciato a maggio dell’anno scorso, il decimo compleanno di Post Scriptum si avvicina e il nostro percorso insieme a Lord Fiddlebottom si avvia alla conclusione. È quindi giunto il momento di tirare le somme e rispondere alla domanda intorno a cui tutti questi post ruotano da quasi un anno: ne vale la pena? La nostra risposta ovviamente è , ma sempre ben sapendo che fare gli autori o gli editori di giochi è un lavoro vero, che porta via tanto tempo e tante energie. Ne vale la pena solo se lo fate bene. Ripetiamo: è un lavoro vero e come tale va affrontato. Chi prova a improvvisarsi autore senza averne le competenze può svilupparle con qualche anno di gavetta. Chi prova a improvvisarsi editore senza adeguata preparazione, spinto dall’entusiasmo per il proprio gioco, rischia davvero tanto.

Io, che sono Lord Fiddlebottom, non posso non conoscere i punti deboli di tutti gli editori di giochi.

Dovete sapere che Mario Scriptum ha un tremendo punto debole: i pesci (sì, c’è del vero, ma non stiamo ad approfondire… N.d.Mario).

Quindi: se volete proporre un gioco alla Post Scriptum, non ambientatelo nel mondo della pesca, se volete ingraziarvi Mario Scriptum con una cena romantica non preparate pesce, e soprattutto, mai fargli un pesce d’Aprile. 

A meno che non siete Grugno.


LE DOMANDE FREQUENTEMENTE DOMANDATE
a cura di Lord Fiddlebottom

Ma quindi, conviene lavorare nel mondo del gioco?
Certo! Trovi un editore un po’ tocco, gli dici che sei bravo a scrivere sui blog, gli prepari qualche scarabocchio, e sei a cavallo! Soldi a palate! (e una copia di Caligula).

La verità è che dipende dall’ambito in cui intendi lavorare. 

Pochi autori riescono a guadagnarci abbastanza da trovarsi lo stipendio ben arrotondato in Italia, e al momento tutti continuano a dedicarsi al loro primo lavoro. Qualcuno è riuscito a mettersi part-time per lavorare ai giochi con maggiore dedizione, ma quanti contatti, quanti giri, quante mail, quanti giochi da buttare, quanti ritagli di carte.

Insomma, gli autori più affermati sono spinti principalmente dalla passione, per i giochi. Può succedere che qualche autore riesca a inserirsi come sviluppatore in un’azienda più grande, ma le competenze e le fatiche richieste aumentano, come per esempio fare le fotocopie per il Grande Capo, lucidare le scarpe al Grande Capo, fungere da poggiapiedi per il Grande Capo, fungere da tappeto davanti al camino del Grande Capo.

E per fare gli editori?
Beh, è un lavoro vero. Tipo aprire un ristorante, però non devi saper cucinare e paghi un po’ meno. 

Aprire una casa editrice è uno sforzo importante, che richiede un lavoro impegnativo, continuato, un budget iniziale, un buono studio del settore (vi faccio notare che escono ogni anno, solo a Essen, qualcosa come 800 giochi da tavolo).

E quindi, vai a sviluppare il gioco che vuoi fare uscire bello bilanciato, vai a contattare i fornitori dei legnetti e delle carte e delle scatoline e di tutte quelle robe che piacciono a voi ossessionati dai materiali, contatta grafici e illustratori che non ti facciano una tristissima rappresentazione dell’ennesimo paesino del nord della Germania.

Poi cerca i distributori, promuovi il tuo giochino, cerca di parlarne bene nei forum, e poi le royalties, e le vendite all’estero, e le licenze, eccetera eccetera. Una bella fatica di nulla.

Ormai è quasi passato un anno da quando ho iniziato a narrarvi delle faticosissime e impervissime vicende di Post & Scriptum, dagli inizi ingenui ai loro primi risultati fino a oggi, che ora sono talmente ricchi che possono permettersi di assumere proprio il sottoscritto, Lord Fiddlebottom, che pretende monete sonanti (e una copia di Caligula).

Mario Scriptum e Matteo Post potrebbero essere degli ottimi consulenti per i vostri inizi zoppicanti nel mondo del business del gioco da tavolo. E non lo dico perché ricevo monete sonanti (e una copia di Caligula). 

Cioè, anche!
I nostri due baldi eroi, lo ripeto per l’ultima volta poi me ne vado in vacanza eh, sanno mettere a posto i vostri giochi a puntino, hanno i contatti più adatti per le forniture di materiali, lavorano con grafici e illustratori di fiducia, riescono a indirizzarvi verso i canali distributivi, sono appassionati, sanno l’inglese. 

Sono belli. 

No, ok, questa era una marchetta. 
Sì, mi hanno pagato con un’altra copia di Caligula.

Lord Fiddlebottom

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