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Idea G 2016: autori, osate di più!

Idea G, come diciamo sempre, è uno dei nostri appuntamenti ludici preferiti. Post Scriptum è stata presente in 12 edizioni su 12 e tutti i giochi che abbiamo pubblicato, a parte Drizzit che è un prodotto sostanzialmente diverso, arrivano da lì.

Scriviamo questo breve post perché durante l’edizione di quest’anno abbiamo visionato parecchi lavori di esordienti e ci siamo accorti di aver dato a quasi tutti la stessa risposta, ovvero: “Il gioco funziona, gira bene, non ci vedo enormi problemi di design (segue lista di aspetti regolistici migliorabili), però ne esistono già tantissimi di questo tipo. Cosa ha il tuo di speciale? In che modo, se io dovessi pubblicarlo, potrei convincere la gente a comprare questo e non un altro gioco dello stesso genere?”.

Senz’altro la preparazione media degli autori cresce di anno in anno. Sono sempre più rari i giochi dell’oca o i prototipi con seri problemi di game design, e questo è un bene, però allo stesso tempo abbiamo visto soluzioni spesso troppo simili fra loro, o ad altri giochi già noti. Per esempio, abbiamo visto un gestionale che ha dentro un’idea potenzialmente interessante, ma quasi relegata in secondo piano. Abbiamo detto al suo autore di farla emergere, di costruire il gioco intorno ad essa e poi, se funziona, di farcelo rivedere.
Conoscere i fondamenti del mestiere è sicuramente un bene, nessuno si sogna di dire il contrario, ma non bisogna avere paura di osare! Se un’idea sembra troppo strana o bizzarra, è probabile che non funzionerà. Ma se funziona… Wow!

Lo diciamo sinceramente: i gestionali che abbiamo visto erano mediamente troppo freddi e i party game mediamente troppo ripetitivi. Nessun gioco ci ha annoiato, nessuno ci ha suscitato frustrazione, alcuni ci sono sembrati molto gradevoli e scorrevoli. Ma in nessuno abbiamo visto davvero il guizzo che cercavamo e che potrebbe portarlo a emergere sulla concorrenza. Per come lavoriamo noi, se un gioco ha un’idea davvero vincente, è molto probabile che troverà spazio nei nostri cuori. Certo l’idea deve funzionare (se ci proponete un gioco non playtestato ce ne accorgiamo), ma se è buona la sviluppiamo e vi aiutiamo a costruirci le regole intorno per creare un prodotto davvero memorabile.

Ragazzi, escono migliaia di giochi all’anno e se volete farvi notare dovete osare di più.
In bocca al lupo 🙂

3 commenti

  1. Ipse

    Sono d'accordissimo!
    D'altro canto a questo Ideag ho visto, da giocatore, un paio di autori che hanno proposto cose davvero originali e mai viste e che venivano rimproverati dagli editori per la "non vendibilità" dei loro giochi, proprio per la troppa visione fuori dagli schemi!
    Quindi diciamo che la verità è nel mezzo!

  2. Mario Sacchi

    Uhm… In un certo senso sì, ma il discorso non cambia. Secondo me è giusto osare e provare nuove idee, sapendo che però non tutte funzionano e non tutte sono producibili. Vorrei comunque mettere l'accento sul fatto che non è solo questione di materiali, anzi!

  3. Ipse

    Sì, sì, assolutamente. Infatti sono d'accordo al 100% col tuo discorso, io intendevo che non tutti gli editori apprezzano l'osare, almeno da quel che ho potuto vedere parlando con gli autori.
    E non parlo di materiali, anzi!

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