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Una giornata in cattedra

Sabato 17 febbraioScuola Holden Storytelling & Performing Arts di Torino.

Training Camp “Progettare giochi da tavolo” di Andrea Chiarvesio e Alessandro Avataneo.
Ciclo di lezioni intensive sulle tipologie di gioco, su come creare ambientazioni, personaggi, storie e dinamiche avvincenti e intrecciare il lato narrativo al game design in maniera organica. All’aspetto teorico è abbinato quello pratico con un’esperienza vera e propria di creazione di un gioco.

Oggi si tiene la quarta lezione e il docente è… Mario Sacchi!
Post Scriptum si trasferisce in cattedra, per un giorno.
Non siamo nuovi a esperienze del genere perché Mario già in passato ha tenuto lezioni e workshop di Game Design presso i Politecnici di Torino e Milano e anche presso altre associazioni.
Però, come sempre, c’è un po’ di tensione… Non è un vero docente di professione, spesso si lancia in digressioni e apre parentesi che poi non chiude e riallacciare le fila del discorso può essere un pochino difficoltoso, per chi non lo conosce bene come lo conosciamo noi 🙂

In questa occasione, però, la lezione è stata molto partecipata da parte dei ragazzi: Mario è stato quasi inondato di domande, si è svolto una sorta di dialogo molto aperto e con precisione ha risposto a dubbi e curiosità, mettendo in luce tanti aspetti concreti della tematica oggetto della lezione.
Non ve l’abbiamo ancora svelata… già, è vero…

Si è parlato delle insidie di Kickstarter, la piattaforma di crowdfunding più grande al mondo che negli ultimi anni ha amplificato la realizzazione di giochi da tavolo, arricchendo il panorama con tantissimi nuovi titoli. Sappiamo però che quantità non è sinonimo di qualità…

Non è possibile riassumere qui l’intera mattinata di lezione. Mario si è soffermato molto sui costi nascosti che spesso si sottovalutano durante una campagna: per esempio, il fatto di dover pagare le tasse sulla somma raccolta (!) e sull’enorme dispendio di tempo che essa comporta.
Ha spiegato che bisogna lavorare duramente con almeno un anno d’anticipo sull’inizio ufficiale e che bisogna prevedere che nelle settimane in cui il progetto sarà live è necessaria – come minimo – una persona che vi si dedichi a tempo pieno, rispondendo in tempo reale a tutte le domande e seguendo tutte le comunicazioni social.
Poi ovviamente si è parlato di molto altro, ma riassumeremo il tutto dicendo che Kickstarter è un amplificatore che, così come rende più eclatanti i trionfi e premia il lavoro ben fatto, rende madornali gli errori e può causare grossi danni in caso di mancanze anche minime. Bisogna davvero stare attenti!

In conclusione, da professionisti dei giochi e non dell’insegnamento, possiamo dire che è stata una bella esperienza: ci fa sempre piacere partecipare a queste occasioni di approfondimento, con entusiasmo ci mettiamo tutto quello che la nostra esperienza sul campo ci insegna, per poter così contribuire ad allargare gli orizzonti ludici del pubblico italiano.
Ci troviamo prossimamente, allora, su altri banchi e su altre cattedre!

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