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Lockdown in Cina: le conseguenze

PREMESSA: questo articolo è più cupo del solito, ma parla del peggior imprevisto accaduto a Post Scriptum in 17 anni di carriera, che fra l’altro è solo l’ultimo di una lunga serie che si è abbattuta su tutte le catene produttive del mondo. Nel finale troverete comunque una nota di speranza e la conferma che siamo determinati a non abbatterci, ma anzi a continuare a fare un lavoro che amiamo tantissimo.

Ci risiamo.
Stavamo ormai vedendo il traguardo: il lancio di Shogun no Katana sembrava vicino, forse addirittura possibile per la fiera di Modena Play, prevista per fine Maggio. Tutto era programmato per la consegna delle scatole, e non vedevamo l’ora di toccare con mano il lavoro di anni, apprezzare le miniature, sentire il profumo delle carte fresche di stampa…
Poi è successo questo –> https://www.ilpost.it/2022/04/27/shanghai-recinti-lockdown-coronavirus/
Come potete immaginare, la produzione di gran parte dei materiali di Katana è affidata a un’azienda cinese che ha sede proprio a Shanghai, la regione in lockdown totale.
Ovviamente siamo prima di tutto affranti per il dramma che stanno vivendo i nostri colleghi in Cina, costretti a stare chiusi in case recintate per impedire qualsiasi uscita, ma anche se non possiamo paragonare la gravità della loro situazione alla nostra, anche per noi ci sono grossi problemi.
Innanzitutto non abbiamo la più pallida idea di quando questa situazione finirà. Poi, se anche dovessero riaprire in tempi brevi, non possiamo prevedere quando la produzione tornerà a regime, né quando verranno prodotti i nostri giochi, né quando potranno effettivamente trovare una nave su cui essere caricati (non vi stupirà sapere che Katana non è l’unico gioco che attende di essere stampato).
Insomma, anche la pubblicazione per Essen 2022 è in forse e questa è una pessima notizia per noi, che già avevamo progettato uno stand sontuoso e che ci troviamo a dover cambiare totalmente i nostri piani.

Vogliamo per questo esprimere tutto il nostro dispiacere e la nostra vicinanza a tutte le persone che ci hanno sostenuto durante la campagna Kickstarter e a tutti quelli che attendevano con fiducia l’uscita del gioco nel proprio negozio preferito. Noi, come semplici appassionati e come “genitori” di Katana, non stavamo più nella pelle nel poter intavolare un gioco su cui abbiamo messo amore e lunghi sforzi, dal game development alla cura maniacale nelle miniature e in tutti i materiali.

Come imprenditori, questo ritardo totalmente imprevedibile è un duro colpo per la nostra struttura, che ha puntato molto su questo gioco. Riusciamo a stare in piedi grazie a una strategia di business varia e alle molte collaborazioni in corso, ma ammettiamo che stiamo vivendo un momento di sconforto e preoccupazione per la nostra attività.
Come abbiamo già detto in questo articolo, la produzione dei giochi da tavolo lanciati su Kickstarter è affidata quasi esclusivamente ai produttori cinesi da quasi tutti gli editori di giochi, in tutto il mondo, e non solo per i costi più abbordabili: le aziende con cui collaboriamo hanno creato un business molto strutturato, pensato per la produzione specifica di giochi da tavolo, con soluzioni tecnologiche all’avanguardia, soprattutto per la realizzazione di miniature.
Il rovescio della medaglia, come avrete già capito, è la dipendenza da un solo fornitore o al massimo due (nel caso di Katana ne abbiamo uno per le miniature e uno per tutto il resto) e quando succedono cose come questa non c’è nulla che si possa fare.

Detto questo, però, ben sapete che Post Scriptum è il sogno di una vita e non sarà un ritardo di produzione, per quanto grave, ad abbatterci. Sappiamo che la consegna è garantita, abbiamo già pagato gli anticipi e abbiamo allocato le risorse per i saldi. C’è solo da avere un altro po’ di pazienza.
È giunto però il momento di trovare soluzioni alternative sostenibili per tutta la nostra produzione, come la ricerca di nuovi fornitori europei (o perché no, americani) anche per i materiali più complessi dei nostri giochi.
È una scelta non facile, perché i costi sono maggiori e le possibilità tecnologiche sono più ridotte, e anche perché, appunto, i nostri colleghi cinesi si sono sempre dimostrati altamente professionali ed è nato un rapporto di reciproca stima e fiducia.
Ma gestire un’impresa significa anche questo: intuire come cambia il vento e spiegare le vele nella giusta direzione, per poter tornare a navigare spediti verso i progetti futuri.

Vogliamo a questo punto rivolgere una domanda a voi lettori: per produrre altrove è necessario puntare di meno su miniature e plastiche e maggiormente su cartone e legno. Cosa vi aspettate dai nostri giochi in questo senso? Che cosa vi fa venire l’acquolina in un gioco che non abbia miniature? Meeple stampati, costruzioni in cartotecnica, tante plance sul tavolo? Ci piacerebbe avere un confronto con voi per poter consegnarvi il gioco ideale, dalla qualità massima possibile in tempi sensati.
Vi aspettiamo sui nostri canali social, non vediamo l’ora di poter confrontarci con voi!
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2 commenti

  1. Computerman

    Se un gioco è bello, è bello anche stampato con la stampante di casa, viceversa se è brutto, non saranno le miniature a salvarlo. Io preferisco un gioco “sostenibile”, magari con meeple serigrafati e personalizzati e cartone, piuttosto che scatole sempre più grandi con miniature tanto belle quanto inutili. Poi magari in retail non è sostenibile, ma in un ks, metterei sempre la doppia opzione o meglio ancora, lascerei eventuali miniature solo come addon. Così da poter produrre il gioco o il cartone, in america, in polonia o dove pensate sia meglio…e le miniature con i tempi ed i modi che occorrono in cina. E chi compra decide se avere tutto in una wave con i tempi del caso o con doppia spedizione.

    Però sono idee buttate lì…magari niente di quello che ho detto è sostenibile a livello aziendale…in questo siete certamente più esperti di me.
    Un abbraccio e speriamo di poter giocare presto a Shogun No Katana insieme

  2. Ricko

    Recentemente ho visto che Autobahn messo su kickstarter verrà prodotto interamente in Polonia e avrà una componentistica degna per un german: meeple sagomati, carte, plance… le miniature sono completamente inutili a mio parere per certe tipologie di giochi e avrei preso volentieri Shogun no Katana anche senza miniature ma con meeple appositi.

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