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Come si produce un gioco da tavolo?

Pochi mesi fa abbiamo avuto l’occasione di raccontarvi della complicata situazione produttiva nel mondo del gioco da tavolo (ne abbiamo parlato qui!), ma in tanti di voi sono sorti una serie di dubbi che riguardano il nostro lavoro editoriale più in generale.
Ecco quindi una serie di FAQ che ci sono state rivolte nel corso del nostro percorso come Post Scriptum!

1) Quando inizia l’effettivo iter di produzione di un gioco in sviluppo?
Si va in stampa con il gioco sostanzialmente finito. Può capitare che le traduzioni dei regolamenti non siano completate ma è una condizione abbastanza rara. Può però capitare di mandare in produzione dei componenti in anticipo, come per esempio le miniature o gli elementi in legno, che hanno processi di stampa più lunghi rispetto ad altri materiali e che sono sempre fra le prime cose a essere completate in fase di ideazione. Invece gli elementi di cartone richiedono sempre molto più tempo per trovare la perfetta composizione grafica (e, fra l’altro, spesso rappresentano proprio le figure in legno che quindi a maggior ragione devono già essere definitive).

A volte è capitato di chiedere ai nostri fornitori di sostituire un file a ridosso dell’effettiva messa in stampa, magari perché c’eravamo accorti di qualche errore, ma fortunatamente è una cosa che non accade quasi mai!

2) Chi viene coinvolto nella produzione?
Partiamo dall’autore, che di norma non si occupa di produzione. Nel nostro caso però ci teniamo che abbia la possibilità di dare il suo parere e possa seguire ogni fase del processo, dando la sua approvazione. È una condizione che abbiamo inserito nel nostro contratto standard.
Detto questo, innanzitutto vengono coinvolte due figure professionali: chi si occupa delle illustrazioni e chi della grafica.
L’illustrazione è una questione molto delicata: gli artisti più ricercati sono molto richiesti e non tutti sono in grado di creare immagini con lo stile desiderato. Nel nostro caso abbiamo un’illustratrice interna, Sara, che si occupa di illustrare molte nostre produzioni, ma che sa anche scegliere altri professionisti se il gioco richiede uno stile estetico che non le appartiene o, come spesso accade, se semplicemente non ha tempo di disegnare tutti i giochi. Il parere di Sara è stato infatti importantissimo per Mario, Tambu e Matteo per selezionare Giorgia Lanza come illustratrice di Shogun no Katana.
Il lavoro dell’illustrazione parte da un concept da elaborare, e questo processo richiede almeno un mese di studio, con continue valutazioni di prove da parte nostra.

Per quanto riguarda la grafica, cioè la creazione di tutti quegli elementi che non sono necessariamente da disegnare, come le icone e l’impaginazione delle carte e del regolamento, coinvolgiamo da tanti anni Paolo Vallerga, di Scribabs. La grafica richiede molta competenza nel mondo del gioco da tavolo, perché, oltre all’estetica, bisogna tenere d’occhio la funzionalità dei componenti, la buona lettura dell’iconografia, la chiarezza degli esempi nei regolamenti… È un aspetto particolarmente importante nell’iter di produzione di un gioco, tant’è che organizziamo dei playtest specifici per capire il “feeling” del gioco tramite i suoi componenti e l’elaborazione grafica.
In specifici casi, ci si affida a modellatori 3D per la realizzazione delle miniature, come nel caso di Alan D’Amico per i personaggi di Shogun no Katana.

Infine, a seconda delle esigenze, ci affidiamo sia a fornitori cinesi che europei per la realizzazione di tutti i materiali.

3) Ma come avviene la realizzazione dei componenti, come le carte e le fustelle?
Senza entrare nel dettaglio, dato che non è il nostro lavoro, possiamo dire che le carte vengono stampate su fogli molto grandi che vengono poi tagliati con una griglia di lame. La griglia è strutturata per avere carte di una dimensione standard, come le carte da poker.
Le fustelle invece vengono realizzate tagliando il cartone con lame personalizzate, talvolta realizzate a mano.
Tutti i materiali vengono poi affidati a chi si occupa di inscatolare e incellophanare, e infine viene tutto inviato nei vari magazzini, per la successiva spedizione ai giocatori finali (nel nostro caso, i backers di Kickstarter) oppure alle aziende e ai negozi specifici.

Avete altre domande specifiche da fare al team di Post Scriptum? Scriveteci sui nostri social e iscrivetevi al nostro canale Telegram per non perdere nessun articolo del blog!

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